Il palazzo della Posta

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Abbiamo rischiato; a inizio 2002  mezze parole sussurrate, voci, "si dice che..." a cui avevamo fatto l'abitudine ma a cui non credevamo veramente. Poi, come un fulmine, la notizia: il palazzo della Posta verrà
messo all'asta, venduto ai privati. Era logico; la stessa piazza era stata testimone di un analogo episodio - il palazzo Cuomo vent'anni fa - perchè doveva essere diverso questa volta? Eppure questa volta era diverso. Quelle mura oltre ad essere parte del DNA della
vigili 1.jpg (46662 byte) nostra città, sono state testimoni, nel settembre '43, dell'eccidio di dodici civili ad opera dei nazisti che occupavano la nostra città. Potevano finire abbattute oppure ospitare una sala bingo - come qualcuno diceva - un ristorante o
qualunque altra  iniziativa commerciale dal momento che l'immobile non era sottoposto a nessun tipo di vincolo dalla Soprintendenza. In tanti hanno sentito il dovere di fare qualcosa: l'assessore agli affari istituzionali Giuseppe Bufo, il presidente della sezione barlettana della società di Storia Patria Raffaele Iorio, l'onorevole Nichi Vendola e i consiglieri regionali di Rifondazione Comunista Michele Losappio e Arcangelo Sannicandro, il dottor Gherard Schreiber hanno levato le loro voci di protesta che non sono rimaste inascoltate: con decreto del Ministero per i beni e le attività culturali "L’immobile denominato Palazzo della Posta è dichiarato di interesse particolarmente importante e viene sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel Decreto Legislativo 490/99 in materia di beni culturali. Il provvedimento avrà efficacia anche nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo". Un grazie a tutti coloro che hanno evitato l'ennesimo scempio alla nostra memoria storica.

 

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