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- Sessantanni di storia, oltre dieci
anni di lotta, sono stati necessari perché finalmente cadesse il velo di censura imposta
da Badoglio sulla "battaglia" di Barletta combattuta dai soldati del nostro
Presidio Militare contro laggressione dei nazisti, per difendere le nostre case e la
nostra gente. La verità della storia è finalmente emersa da "larmadio della
vergogna" nel quale era stata relegata dal cinico opportunismo di chi, dopo quei
giorni, preferì evitare scomodi paragoni ed attribuzioni di responsabilità in nome di un
comodo sentimento di riconciliazione.
- Già il 7 ottobre 1943 il re Vittorio
Emanuele III in visita a Trani, con la regina Elena e il duca di Genova, si guardò bene
dal visitare Barletta che, allora, mostrava ancora le ferite inferte dalla feroce
rappresaglia, nata dalla rabbia per lo smacco subito; eppure Vittorio Emanuele III era il
comandante supremo delle nostre Forze Armate che, qui a Barletta, erano rimaste fedeli al
loro dovere e allonore militare.
- Passano oltre ventanni (12 marzo
1965) e lOnorevole Manlio Cassandro, chiede la concessione di medaglia doro al
valor militare al Parlamento per i vigili vittime tra gli altri della rappresaglia
nazista. Il 15 marzo durante la seduta del Consiglio comunale, lassessore Romanelli
fece rilevare il sacrificio dei soldati che avevano combattuto e che erano morti da eroi.
- Nessun esito e nessuna risposta alla
richiesta.
- Ulteriore richiesta di medaglia doro
al valor militare il data 20 dicembre 1970 per il contributo di sangue dei suoi
"partigiani" con la "ribellione dellintera città al nemico".
Poiché oltre alla resistenza dei militari non ce ne fu altra, dal Ministero delle difesa
il 24 dicembre 1974 giunse risposta: "la commissione dopo lungo e ponderato esame
non ha ritenuto di poter decidere positivamente non riscontrando gli estremi per
unattività partigiana". La risposta ufficiale del 12 febbraio 1975 recita:
"Entrambe le commissioni allunanimità hanno deciso di non concedere alcuna
ricompensa in quanto nella specie, a loro avviso, mancano i requisiti propri di
unattività partigiana (costituzione di bande armate, atti di sabotaggio o di guerra
ecc
)".
- Secondo la "moda" del momento le
richieste fatte e reiterate di una medaglia doro al valor militare erano falsate
dalle motivazioni che, sempre, parlavano di "partigiani" (che subito dopo
larmistizio non potevano esistere).
- Passano altri ventanni e le
richieste vengono reiterate dallAmministrazione Comunale nella persona del Sindaco
Ruggiero Dimiccoli che fa sue le istanze da me inoltrate alla Presidenza della Repubblica
per la concessione della medaglia doro al valor militare.
- A questo punto il botta e risposta con i
competenti organi diventa più serrato e, di seguito, ne riporto i punti salienti:
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- 15/3/96
- Formulo richiesta di riconoscimento al
Valor Militare al Presidente della Repubblica;
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- 8/5/96
- Il Ministero della Difesa liquida
sbrigativamente la pratica;
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- 24/6/96
- Appello al Presidente della Repubblica per
una più profonda analisi della mia del 15/3/96;
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- 4/12/96
- Lettera del Sindaco dott. Ruggiero
Dimiccoli al Prefetto di Bari, che fa proprie le mie richieste;
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- 7/4/98
- Il Generale Paolo Scaramucci, consigliere
militare del Presidente della Repubblica, comunica che la competente commissione ha
rigettato la richiesta, cambiandola in unistanza per un riconoscimento al valor
civile;
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- 15/4/98
- In risposta, faccio notare che nella mia
richiesta, non ho mai parlato di Partigiani, e che pertanto, con ogni probabilità,
lesame dellistanza era stato frettoloso e superficiale;
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- 8/5/98
- Il Presidente Scalfaro, motu proprio,
concede la medaglia doro al merito civile alla città;
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- 5/6/98
- Rinnovo la richiesta di medaglia
doro al valor militare, sottolineando la profonda differenza tra il valore
dimostrato dai militari e le sofferenze patite dai civili;
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- 15/7/98
- Al fine di attivare lopportuna
procedura, il Generale Paolo Scaramucci, richiede un supplemento di documentazione
"precisa ed inoppugnabile";
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- 2/8/98
- Confermo che sarà mia cura produrre, in
aggiunta a quella già inviata, opportuna documentazione;
-
- 10/3/99
- Trasmetto lulteriore documentazione
alla Commissione per la concessione di ricompense al valor militare del Ministero della
difesa;
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- 7/1/00
- Nuova richiesta diretta al Presidente
della Repubblica;
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- 17/3/00
- LAmmiraglio Sergio Biraghi,
consigliere militare del Presidente della Repubblica, asserisce che non è
"tecnicamente possibile ipotizzare la decorazione del gonfalone
", che i
reparti militari avrebbero dovuto compiere "un atto di ardimento che avrebbe potuto
omettersi senza mancare al dovere e allonore
", "che i termini sono
scaduti" e chiude con la paradossale affermazione che se si dimostra che i civili
hanno opposto resistenza si può concedere una Medaglia dOro al Valor Militare, se
sono regolari reparti dellesercito
pazienza.
- Allora mi chiedo: se chi ha omesso la
difesa delle città, se chi ha buttato la propria divisa fuggendo in porti sicuri
(Brindisi) non ha subito alcuna conseguenza, allora mio padre e i suoi soldati hanno
compiuto un atto di ardimento tale da
Ma forse mi illudo che quelle scuse abbiano un
senso logico.
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- 28/3/00
- Lettera al Presidente della Repubblica di
fermo rifiuto della decisione comunicata;
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- 8/1/01
- LAmmiraglio Sergio Biraghi, comunica
di aver trasmesso agli organi preposti i nuovi documenti inviati in data 23/10/00 in un
dossier di ottanta pagine citato anche nella lettera (19/2/01) del Sindaco della Città,
Francesco Salerno;
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- 6/6/01
- LAmmiraglio Sergio Biraghi, comunica
che "nulla può essere aggiunto in merito a particolari atti di valore tali da
giustificare la concessione di una decorazione al Valor Militare".
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- 20/6/01
- Lettera allAmmiraglio Biraghi.
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- 2/8/01
- Il Generale Ilio Muraca, Presidente della
Commissione di 2° Grado Riconoscimento Qualifiche ed esame Proposte Ricompense al Valor
Militare ai Partigiani, legge larticolo apparso sul numero 4/01 della Rivista
Militare e manifesta il suo profondo interesse per la vicenda narrata;
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- 3/9/01
- Richiesta alla Commisione presieduta dal
Generale Ilio Muraca, di concessione del riconoscimento al Valor Militare;
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- 6/11/01
- La Commisione si esprime o per la
concessione di una ricompensa al Valor Militare Partigiano ma di tipologia inferiore alla
Medaglia dOro vista la concessione di quella al merito civile o per la mutazione di
questultima in Medaglia dOro al Valor Militare;
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- 5/3/02
- LAmmiraglio Sergio Biraghi comunica
al Sindaco della Città, che "lintera problematica è al vaglio della
Commissione di 2° grado
" e che "lesito di tale valutazione sarà
determinante";
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- 8/4/02
- Il Generale Ilio Muraca comunica
allAmmiraglio Sergio Biraghi, le determinazioni della Commissione della quale è
Presidente: concedere la Medaglia dArgento al Valor Militare al Comune di Barletta.
Nella nota il Generale si produce in una puntuale e accorata ricostruzione della vicenda e
dei numerosi tentativi tesi ad ottenere il sospirato riconoscimento, ipotizzandone persino
la motivazione;
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- 11/10/02
- Nulla ancora si è mosso. Nuovo appello al
Capo dello Stato.
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- 4/10/02
- La lettera dell11/10/02 si incrocia
con quella del Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Gaetano Gifuni, che
comunica lennesimo rifiuto, senza, come tutte le altre volte, esplicitarne i motivi.
-
- A questo punto chi ha avuto la pazienza di
seguirmi sino qui, capisce quale rabbia, amarezza, senso di vuoto, si possa provare dopo
che per anni si è dedicata la propria vita a inseguire un obiettivo che viene ad arte
spostato e nascosto ogni volta che sembrava a portata di mano proprio da coloro che
auspicano e invocano comportamenti coerenti come quelli degli EROI del Presidio Militare
di Barletta.
- Con questo stato danimo scrissi
queste che allora pensavo sarebbero state le mie ultime parole verso le massime cariche
dello Stato:
- Barletta 15 ottobre 2002
-
- Alla c.a. del Segretario Generale
- Dott. Gaetano Gifuni
-
- Per il Presidente della Repubblica
- Carlo Azeglio Ciampi
-
- Per lOnorevole Ministro della Difesa
- Antonio Martino
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- Il mio fax dell11 c.m., ultimo
tentativo di sanare uningiustizia antica, con il convinto appoggio di tanti, e la
lettera del dott. Gifuni si sono incrociate. In essa ritrovo un linguaggio burocratico che
ho imparato a riconoscere e che fu usato con mio Padre, quando, avendo chiesto rinforzi e
armi per continuare a combattere, si sentì richiedere "un dettagliato rapporto
scritto". Offensiva è la frase: "i particolari di questa
"battaglia" come ama definirla". Ogni mia affermazione è provata da
documenti inoppugnabili. Quella definizione, già usata in una lettera a me diretta
dallAmmiraglio Biraghi, da sempre mio interlocutore, non mi appartiene, è di
Gherard Schreiber, uno storico tedesco dinanzi alla cui serietà e assoluta
attendibilità, tutti devono inchinarsi. Me lo avevano detto: "non ci sono molte
speranze con questi Organi responsabili della Difesa". Ho continuato
testardamente a sperare che non ci fossero preclusioni politiche ai fatti della storia.
Non è stato così; si sono confusi gli eroi con i Generali: Caruso, Lerici, Caperdoni,
Carboni e purtroppo altri, con il re, Badoglio che pose la censura, che ancora esiste, sui
fatti di Barletta. Tutti sepolti insieme in un armadio chiuso contro un muro per ragioni
di stato che, stranamente, sopravvivono al tempo. I morti dimenticati gridano vendetta ed
io li sento. Grazie al Presidente che permette a Barletta di "custodire il
ricordo di quanti hanno sacrificato la vita". Noi certo, noi finchè vivremo, i
nostri figli, i nostri nipoti, non li dimenticheremo. Il tricolore, lonore militare,
la fedeltà al dovere appartengono a noi ed ai nostri eroi. Mi dispiace di aver dato
fastidio ed anche di non essere riuscita a far capire a Roma il valore morale e spirituale
di un riconoscimento che ha la bellezza delle idee e dei valori. Peccato. E poi perché
una decisione unanime della seconda commissione del Genarale Muraca non è stata attuata?
O è tutto così poco serio da non farmi nemmeno rimpiangere di non essere riuscita a
realizzare un sogno? Chiedo scusa, ma provo un dolore così bruciante da giustificare,
forse, la durezza di certe mie parole.
- Ricambio i saluti.
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Maria Grasso Tarantino
Dopo la promessa fatta a me stessa, i
numerosi amici incontrati lungo il difficile cammino percorso, che non hanno mai smesso di
farmi sentire il loro affettuoso incoraggiamento, mi hanno spinta a continuare. Ora che
finalmente il nostro gonfalone è stato decorato della Medaglia d'Oro al Valor Militare,
tutte le amarezze e le delusioni scompaiono e al loro posto rimane la commozione di veder
riconosciuto e ricompensato il valore ed il sacrificio dei soldati che scelserono la
difficile via dell'onore. Un profondo sentimento di riconoscenza vada al nostro Presidente
che ha voluto illuminare di splendida luce un evento che era stato dimenticato.
La motivazione della Medaglia d'Oro al
Valor Militare
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I documenti citati, sono o saranno
visionabili cliccando sulle date |
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