Dalla Medaglia al Valor Militare in poi...

E' passato un po' di tempo da quel 1° agosto 2003 da quando il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, dott. Gaetano Gifuni, comunicava al Sindaco della Città che «...il Presidente della Repubblica ha concesso "motu proprio" la Medaglia d'oro al Valor Militare alla città di Barletta per i fatti d'armi verificatisi dall'8 al 13 settembre 1943».

Tante cose sono accadute, tante persone hanno fatto sentire la loro voce, la loro gioia per l'ambito riconoscimento, l'apprezzamento per il lavoro svolto. Si è assistito a un rinnovato interesse verso i fatti del settembre '43 che per anni hanno coinvolto una ristrettissima cerchia di appassionati. Tante città pugliesi hanno riscoperto di avere nella loro storia un personaggio, un episodio che legittimava rivendicazioni di riconoscimenti, alcune volte richiesti con ingiustificato livore. "Se son rose fioriranno" recita un antico adagio; ma attenzione, queste sono rose che hanno bisogno di un accanito lavoro per sbocciare e soprattutto di radici di provata robustezza.

Intanto in quella stessa terra dove si rivendica con tanta forza la primogenitura delle lotta contro i nazisti, scompare, con l'accordo di quasi tutte le forze politiche piegate alle necessità della mediazione, il termine "Resistenza" che diventa "lotta di liberazione". Non capisco, proprio non capisco: come si può lottare senza resistere? Quegli uomini che, pochi e male armati, hanno protetto la nostra città, cosa hanno fatto se non "resistito"? E quando fatti prigionieri, deportati nei campi di sterminio e ridotti alla fame hanno rifiutato di collaborare con il nemico che li lusingava, non hanno "resistito"? Un pezzo di carta non è altro che tale se è solo frutto di giochi politici. La Resitenza è scritta nei cuori di tutti coloro che l'hanno vissuta, studiata e che per questo la sentono alla base di tutte le loro libertà. E di lì nessuno potrà cancellarla.

Il 19 settembre, il nostro Presidente della Repubblica in un suo discorso tenuto a Boves in Piemonte, cita Barletta come esempio del Sud che si è reso protagonista di episodi di Resistenza ai tedeschi invasori. Aggiunge che per questo, nel corso delle celebrazioni al Quirinale per il prossimo 25 aprile, avrà l'onore di appuntare al gonfalone della nostra città la Medaglia d'Oro al Valor Militare. Ad un osservatore attento non sarebbe sfuggito l'altissimo riconoscimento che questo rappresenta; il Presidente della Repubblica rende onore, sotto gli sguardi dell'intera nazione, al nostro gonfalone ed ai nostri eroi. Invece tanti si sono sentiti defraudati: "il Presidente Ciampi non viene più a Barletta, raccogliamo firme, inviamo messaggi, facciamoci sentire affinchè cambi idea, affinchè non ci rovini la festa". Le intenzioni invece erano altre: riconoscere agli avvenimenti del settembre '43 una rilevanza che molti, anche a Barletta stessa, stentano a comprendere. Liberarli dall'angusto ambito cittadino ed elevarli all'attenzione nazionale. Il Presidente, subito dopo il 25 aprile, sarà a Barletta per curare, con la sua consueta attenzione, che quei fatti entrino a far parte delle coscienze di tutti noi in maniera particolare dei giovani. Un uomo che ha tante volte dimostrato il suo attaccamento ai valori della Patria, non ha certo bisogno di "messaggini" che lo richiamino ai doveri che da solo si è imposto.

Paolo Tarantino

 

 

 

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